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Storia di Comacchio

 Storia Comacchio

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Storia
Sospesa su tredici isolette a nord-est delle valli cui dà il nome, Comacchio è una sorta di Venezia in miniatura nel cuore dell`entroterra padano, in un contesto ambientale di indiscutibile fascino. Prima della bonifica della Valle Isola - che tra il 1915 e il 45 ha trasformato radicalmente il paesaggio lagunare - la città si presentava ancora circondata dalle stesse acque alle quali gli abitanti del delta chiesero protezione molti secoli addietro, all`epoca delle invasioni barbariche.
Circondata da un dedalo palustre che costituiva una naturale difesa, e affacciata sulle rotte navali adriatiche, Comacchio crebbe d`importanza grazie soprattutto ai fiorenti traffici legati alle vicine saline, che le assicuravano una prosperità suggellata dai privilegi commerciali concessi alla città dal re longobardo Liutprando nell`anno 715. La sua flotta, potente e temuta, le garantiva il dovuto rispetto, ma non bastò tuttavia a evitarne la distruzione nel 946, per opera dei Veneziani; una disfatta dalla quale non si riprese mai. La Comacchio che oggi vediamo, con i ponti che l`attraversano e i canali che la bagnano, conserva scarse tracce del suo passato medievale, al quale si sono sovrapposti gli interventi edilizi compiuti nel corso del Seicento, dopo che nel 1598 fu definitivamente incorporata nello Stato della Chiesa.
Simbolo della nuova fase storica, ed emblema stesso della municipalità, è il bizzarro complesso chiamato Trepponti, inventato dal ravennate Luca Danesi nel 1634 per risolvere il problema della viabilità alla confluenza di quattro canali interni con quello che collegava la città al mare. Anziché costruire una serie di ponti separati per unire le varie sponde, l`architetto escogitò un`unica costruzione che grazie a cinque scalinate poggianti su tre grandi arcate (da cui il nome del complesso) consente di spostarsi in tutte le direzioni. Oltre alla forma già inconsueta per un ponte, a rendere più suggestivo il tutto l`autore lo completò con due torri difensive che lo rendono inconfondibile. Dai Trepponti una breve e rilassante passeggiata conduce fino a quello degli Sbirri, realizzato dal Danesi negli stessi anni, in una cornice architettonica setteottocentesca di grande suggestione: svoltando a destra si raggiunge l`elegante loggia dei Mercanti, innalzata nel 1621, e proseguendo sulla sinistra lungo l`asse principale della città si arriva allo snello portico dei Cappuccini, del 1647, composto da 142 arcate che conducono fino alla chiesa di Santa Maria in Aula Regia, al margine dell`abitato.

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