Storia San Benedetto Po
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Storia
Borgo agricolo dell`oltrepò mantovano,
San Benedetto cresciuta attorno alla celebre abbazia benedettina di Polirone, nel cui nome si compendia quello dei due fiumi tra i quali era compresa, il Po e un corso d`acqua ormai scomparso, il Girone. Fondata nel 1007 da Tedaldo di Canossa, essa era destinata a diventare alcuni secoli più tardi un`istituzione monastica tra le più importanti del Nord Italia. All`originaria chiesa si affiancò infatti da subito il monastero, donato nel 1077 da Matilde di Canossa a papa Gregorio VII, e da questi affidato all`abate Ugo di Cluny: il complesso padano cominciò così a strutturarsi sull`esempio dell`importantissima casa madre francese, all`ombra della quale trascorse più di due secoli. Divenuta autonoma, l`abbazia visse il periodo di massimo splendore tra il XV e il XVI secolo, sotto la tutela dei Gonzaga, i quali nel 1445 ne promossero la radicale ricostruzione in forme tardo-gotiche, che si sovrapposero all`originaria struttura romanica, rimaneggiata tuttavia già più volte. L`ultimo, e definitivo intervento fu operato tra il 1539 e il 47 da Giulio Romano, il quale ne riprogettò la basilica secondo il gusto dell`epoca, apponendovi la facciata rinascimentale che ancora oggi domina la piazza principale del paese, ripristinata nei colori originali da un meticoloso restauro appena concluso. Il vasto complesso comprende vari ambienti, frutto di secolari aggiustamenti: dalla grande chiesa abbaziale, con statue e affreschi della scuola di Giulio Romano, e stalli lignei realizzati da Giovanni Maria Piantavigna nel 1555, si passa alla sagrestia, dai preziosi armadi intagliati, anch`essi cinquecenteschi. Nel vestibolo si trova la tomba di Matilde di Canossa, morta nel 1115 tra i frati di Polirone e qui rimasta per cinque secoli, prima di essere traslata in San Pietro a Roma, mentre dal transetto sinistro della chiesa si accede all`oratorio romanico di Santa Maria (XII secolo), dove si ammira soprattutto il prezioso pavimento a mosaico, risalente al 1151.
Del monastero fanno parte anche tre chiostri, eretti in epoche diverse, dei quali quello quattrocentesco intitolato a san Simeone - eremita armeno qui spentosi nell`anno 1016 - è alleggerito da eleganti bifore gotiche in mattoni. Concludono la visita all`abbazia la cinquecentesca infermeria, sul retro, e il refettorio monastico, del 1478, affacciato sulla piazza del paese e attualmente adibito a museo; pochi anni fa sulla parete di fondo vi fu scoperto un grandioso affresco attribuito al Correggio, che vi avrebbe lavorato ancor giovane, tra il 1513 e il 15.
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