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Storia
Cinto da una rigogliosa corona di boschi, l`abitato di Agnone è adagiato su un colle di roccia tufacea a dominio della valle del Verrino, affluente del Trigno che scende a capofitto dalla chiostra di monti alle sue spalle.
Situato nel cuore dell`Italia osco-sannita, il territorio di Agnone ha restituito importanti reperti archeologici dei suoi primi abitanti, primo fra tutti la Tabula Anglonensis (metà del III secolo a.C.), oggi al British Museum di Londra; ma è in epoca medievale che il borgo assume l`attuale fisionomia, grazie a quello che potremmo definire un vero e proprio boom economico legato alla figura di tal Landolfo Borrello. Esponente di una famiglia feudale della vicina Pietrabbondante, nella prima metà del XII secolo egli aveva prestato servizio presso il doge di Venezia, e tornando nelle terre natali aveva per così dire "importato" valenti artigiani che - ad Agnone in particolare - avviarono fiorenti attività, alcune delle quali ancora oggi in forma smagliante.
Sin dal Medioevo infatti il nome del borgo si identifica con quello delle campane prodotte dalla Pontificia Fonderia Marinelli, i cui rintocchi chiamano a raccolta i fedeli dai campanili di tutto il mondo. Nel 1339 le produceva un certo Nicodemo, il più antico esponente della famiglia di cui si abbia notizia, ma non è escluso che tale attività avesse già molti lustri sulle spalle. Capolavori di un artigianato artistico unico in Italia, le campane di Angone sono tuttora realizzate a mano, dal disegno del modello fino al governo del rivolo di bronzo nella fossa di colata: ad esse è consacrato un museo storico, attiguo alla fonderia, che propone un viaggio nella memoria di questi preziosi simboli della civiltà cristiana. Frutto di una sapienza secolare, le attività artigianali svolsero la funzione di traino per lo sviluppo urbanistico e architettonico del borgo, i cui palazzi gentilizi - sovente impreziositi da elementi lapidei di gusto veneziano, come il leone di San Marco - attestano l`agiatezza della locale borghesia tra il XIV e il XVI secolo. Né sono da meno le chiese, sorte in abbondanza sin dall`epoca romanica: fra tutte vale la pena citare San Marco Evangelista (XI secolo), attorno alla quale si compose nei secoli il tessuto urbano; San Francesco, trecentesca, dichiarata monumento nazionale, con facciata gotica e interno in sontuoso stile barocco; la quattrocentesca Sant`Emidio, con facciata arricchita da un elegante portale gotico sormontato da un grande rosone; e Santa Chiara, anch`essa quattrocentesca ma dall`interno di gusto rococò.

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